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Vigevano

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I Tesori nascosti dell'Archivio

La mano che collega le due sponde del Ticino

Da sempre unite da rapporti commerciali e soprattutto sentimentali, le città di Vigevano e di Milano sono collegate (per il momento) da un unico ponte ferroviario.

Le prime informazioni riguardanti un’opera sul fiume Ticino risalgono all’epoca di Federico Barbarossa, dove si parla di un “edifizio” in legno che, si presume, dovesse essere costruito nel punto in cui si trova quello attuale (o comunque poco vicino).

Per tutto il corso del ‘200 il ponte ha subito diverse demolizioni e ricostruzioni a causa di conflitti bellici tra Milano e Pavia. Per questo motivo fino alla seconda metà del XIX il passaggio tra le due sponde del fiume avviene tramite l’utilizzo di traghetti o ponticelli di tavole di legno e corda.

A questo punto sorge una domanda spontanea: se i rapporti tra queste due città sono così importanti, perché non si è mai costruito un’opera in grado di collegarle? Non esistono ad oggi documenti che attestino, in maniera precisa, anche solo l’intenzione di mettere in opera un progetto permanente ed i motivi di questa scelta sono principalmente i  grandi costi di costruzione dovute alle cattive condizioni del luogo di edificazione. Inoltre, la zona del Ticino da metà del 1700 fino all’Unità d’Italia, era area di confine tra il Regno Sabaudo e l’Impero Austro-Ungarico. Per questo motivo i due stati, non volendo favorire nessuno in caso di guerra, non costruiscono un ponte tra le due sponde.

Bisogna attendere gli anni ’60 dell’800 affinché si ipotizzi una messa in opera di un ponte in muratura che colleghi le due sponde del Ticino.

Personaggio fondamentale è il cav. Enrico Strigelli, noto politico vigevanese e fervente patriota, fu molto attivo nel periodo antecedente l’Unità d’Italia tanto da partecipare in prima persona alle Cinque Giornate di Milano.

Fin dal il 1861 Strigelli e i suoi soci lottano affinchè venga costruita una linea ferroviaria che colleghi la nostra città con quella di Milano, e dopo una insistenza di circa quattro anni verrà presentato e approvato un progetto per la realizzazione di un ponte che non solo permette il passaggio di piccoli mezzi su ruota ma (cosa fondamentale) che permette la realizzazzione di un tratto ferroviario tra Vigevano e Milano.

L’ing. Galeazzo Garavaglia si occupa della realizzazione del progetto per il ponte che fin da subito viene considerato un autentico capolavoro di ingegneria civile, soprattutto considerate le difficoltà per dare fondamenta solide alle campate. Ma anche con queste difficoltà, la costruzione viene portata a termine in soli 7 anni.

Il disegno originale del progetto del ponte si trova presso l’Archivio Storico Comunale di Vigevano.

Finalmente, il 16 gennaio 1870 viene inaugurata la ferrovia Vigevano-Milano, in concomitanza con il completamento del ponte ferroviario sul Ticino.

La prima corsa parte alle ore 10:30 dalla Stazione Centrale di Milano in direzione Vigevano. Il viaggio tocca le stazioni  di Porta Nuova, Porta Garibaldi, Porta Tenaglia, oltrepassa Viale Sempione, per poi proseguire per  Porta Magenta fino a Porta Ticinese (oggi conosciuta come Porta Genova). Uscito dalla grande metropoli, la prima sosta è la stazione di Corsico, poi Gaggiano ed infine Abbiategrasso. Qui il treno si ferma per poter permettere ai passeggeri di scendere e ammirare il nuovo ponte sul Ticino. Infine, a mezzogiorno circa, la locomotiva giunge alla sua destinazione finale.

Ogni volta che si raggiunge una stazione situata fuori dell’interland milanese, il convoglio viene accolto da un vero e proprio un bagno di folla e vere e proprie feste, dove tutti gli abitanti del paese indipendentemente dal proprio ceto o condizione sociale, salutano la nuova linea ferroviaria con grande entusiasmo.

Tutto questo perché avere un simile collegamento con Milano può voler dire progresso sociale ed economico grazie ad un collegamento non solo con il grande centro lombardo, ma anche con il resto dell’Italia (in particolare Genova) e con l’Europa.

Per quanto riguarda i vigevanesi la gioia è doppia. Oltre ai motivi sopra citati, ora possono coronare (seppure in parte) un loro sogno non troppo segreto; entrare nella sfera di influenza della città di Milano. Da sempre nella nostra città esistono sentimenti filomilanesi, sentimenti che si perdono nella memoria del tempo e che uniscono indissolubilmente le nostre due città, e il ponte sul fiume Ticino è proprio questo; non solo un simbolo del progresso tecnologico, dello scambio di uomini e prodotti o di unità del Paese, ma ancora più nel dettaglio proprio di unione fra la città di Vigevano e la metropoli di Milano.

La Festa sul Ticino“, Giovan Battista Garberini, Olio su tela, Civico Teatro Cagnoni

 

Rubrica curata dall’Archivio Storico di Vigevano

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